Recensione Fujifilm X100 - Seconda Parte
Pubblicato il 18/05/11
Categoria Recensioni prodotti
Questa pagina non ha ancora ricevuto feedback.
Questa pagina è stata visitata 4343 volte

qui la prima parte


Dopo aver parlato della costruzione e della “filosofia” dai cui nasce la X100, vorrei affrontare la qualità fotografica. Per far questo dovrei analizzare separatamente la qualità dell'obiettivo e del sensore, ma, essendo un “semplice” fotoamatore, sprovvisto anche del microscopio del piccolo chimico, cercherò di valutare la qualità complessiva di obiettivo + sensore seguendo quello che è il mio workflow operativo ( parolona per fare il saccente, semplicemente: importazione + sviluppo con Lightroom ).

Non ho mai sopportato le “analisi di laboratorio” di molte riviste, che spaccano il capello in quattr.. ops! Spaccano la microlente in quattro! E poi analizzano la Funzione di Trasferimento di Frequenza applicata al sistema ottico, o alla pellicola o al digitale... uuufffaaa! ma chi l'ha mai capita questa funzione! Forse il Signor Spock dell'astronave Enterprise!!

A me piace andare sulla pratica-pratica: faccio delle foto a differenti diaframmi/lunghezze focali e poi guardo l'immagine a formato pieno. Proprio così mi sono accorto, a suo tempo, di aver comprato un ciottolo di obiettivo! La MTF di cui sopra, con il grafichino delle linee per millimetro, che differiscono di un “tot” tra centro e bordi, non mi avrebbero fatto capire il mio grande errore..anzi, ahime! mi hanno convinto dell'acquisto! Avrei dovuto chiedere consiglio a Spock, ma era su Aldebaran. :-)

E cosa fotografo? Ma, per testare la nitidezza dell'obiettivo, fotografo le tegole rosse di un bel tetto! Le linee delle tegole sono un ottimo test rivelatore. Ok, l'obiettivo della mia reflex è un “ciottolo”, però con questo semplice test ho capito a quali diaframmi/lunghezze focali lavora al meglio.

Mi scuso per la digressione e torno alla X100, per rispondere innanzi tutto ad alcune critiche che le sono state mosse: obiettivo non intercambiabile e mancanza di stabilizzatore. Secondo me non sono pecche: innanzitutto perché l'ottica è stata ottimizzata per quel sensore. Ricordo che quando si usa uno zoom o si cambia obiettivo, ad esempio, ad una reflex, introduciamo sempre una, seppur piccola, approssimazione ( compromesso) di qualità nella formazione dell'immagine. Purtroppo questo è uno dei grandi difetti del digitale: i sensori sono estremamente sensibili all'inclinazione dei raggi di luce con cui sono colpiti. Quindi, differenti obiettivi, portano a differenti risultati; mentre con la pellicola questo non succedeva: bastava che la luce toccasse in qualunque punto l'alogenuro d'argento per farlo reagire fisicamente.

Non serve nemmeno lo stabilizzatore: la Fujifilm ha un grandangolo, e per “definizione” dello stesso, posso permettermi anche tempi più lunghi di quelli di uno zoom; poi l'obiettivo della X100 arriva a f2, quindi è davvero luminoso. Non voglio anticipare nulla...ma i 6400 ISO puliti della Fujifilm sono una bella marcia in più che non fanno certo rimpiangere la stabilizzazione.

Ultimo punto a favore dell'ottica non intercambiabile è che non si può sporcare il sensore. Non è una sciocchezza! Per quanta attenzione si può fare è impossibile non far cadere un po' di polvere sul sensore aperto di una macchina. Prima o poi succede e ci ritroviamo i nostri bellissimi cieli azzurri pieni di adolescenziali ed anti estetici punti neri ( sì, lo ammetto, è successo anche a me! ).

Rumore

La scala dei valori ISO della X100 va dai 200 ai 6400 ISO in Raw, ma in Jpeg si possono utilizzare anche i 100 e i 12800 ISO: questo è un particolare “strano” perchè le foto migliori si ottengono, come tutte le digitali, scattando in Raw, e quindi mi sarei aspettato del contrario: fermarsi a 6400 in Jpeg e arrivare a 12800 in Raw visto che ci sono più ampi margini di migliorare e “pulire” l'immagine. Sbaglio?

Qui ben poche parole, metto 3 immagini scattate a 6400 in Raw e importate in Lightroom con l'applicazione standard dello sviluppo. Le parole le lascio a voi, ma saranno poche perchè resterete a bocca aperta a domandarvi : “ma dov'è questo rumore?” :-)




Particolare:




Particolare:

Il rumore cromatico praticamente non c'è, mentre quello di luminosità è presente, ma poco-poco, ed assomiglia davvero alla  grana della pellicola e quindi è più  accettabile ( il rumore cromatico rovina senza storie l'immagine ). Naturalmente al crescere degli ISO i dettagli dell'immagine ed i colori cominciano a deteriorarsi ( e questo è fisiologico! ), ma anche a 6400 i risultati sono ottimi davvero!

I 12800 sono usabili proprio come classica “ruota di scorta”, anzi, secondo me come “ruotino”: andiamoci piano! Questi risultati grazie al software di conversione Adobe Camera Raw ( in Lightroom ): vi ricordo che per avere il meglio dalle immagini digitali è sempre meglio lavorare in Raw.


Spigolature

Metto adesso in evidenza una funzionalità di Lightroom che, in abbinamento con le immagini della X100 (scattate in Raw) lavora davvero bene: la correzione della distorsione, aberrazione e vignettatura dell'obiettivo.
Metto due immagini prima/dopo correzione: guardate come viene ottimamente corretta l'aberrazione, che in questo caso si manifesta come linea "bluastra" tra il cielo e la grondaia (ed anche lungo il muro).

Originale:


Correzione:


Il nome Fuji, specie a chi proviene dalla pellicola, porta subito alla mente le sue famose diapositive e, nella X100,  la casa vuol rendere onore a queste mettendo tra le varie funzioni la possibilità (quando si scatta in Jpeg) di simulare i colori delle Dia:  Provia, Velvia ed Astia. La Provia, come resa, mi piace molto, mentre la Velvia mi sembra anche fin troppo satura.


Provia:


Velvia:

Provia:

Velvia:

( Non ho messo la simulazione dell'Astia perchè per me rende i colori meno saturi ed i toni troppo morbidi: non mi piacciono per nulla. De gustibus! )


Due ultime parole per quello che riguarda la durata della batteria e la velocità di memorizzazione: entrambe non sono molto soddisfacenti. Con la prima carica della batteria ho fatto circa 200 foto, quando il manuale riporta che si può arrivare a 300. Probabilmente è dipeso dal fatto che ho usato molto il display specialmente mentre la imparavo ad usare ( display che è possibile spengere in automatico quando si mette l'occhio al mirino); ho cancellato molte foto e l'ho utilizzata per il trasferimento delle foto sul PC. Quindi confido in un netto miglioramento.
La velocità di memorizzazione è davvero bassa ( specialmente con i Raw )..ma forse è anche colpa della mia SD che non è proprio di ultima generazione. Altra cosa di cui nel manuale non c'è traccia: quando è in corso la memorizzazione non è possibile azionare alcun comando! Ad esempio: faccio uno scatto con il mirino ottico e, subito dopo, voglio passare a quello elettronico.. ma...non si può! Bisogna aspettare quei 1-2 secondi che finisca la memorizzazione.

Curiosità

Questo video ( in inglese ), in cui ci sono due tecnici Fujifilm, spiega molte particolarità della X100 e risponde a molte FAQ degli utenti:


http://www.youtube.com/watch?v=iDXRoKNDYiM&feature=player_embedded


Conclusioni

Nonostante alcune pecche operative di gioventù è una grande macchina fotografica! Finchè si rimane ad utilizzarla stile analogica va tutto benissimo, i "problemi" vengono quando si è "costretti" ad usare il suo terribile menu. Però la sostanza fotografica c'è tutta:  ottima costruzione, bellissime immagini ed ottimo obiettivo. Il suo utilizzo principe naturalmente è la street-photography e oserei anche soprannominarla regina della notte: per l'ampia apertura dell'obiettivo e per i suoi straordinari 6400 ISO. A proposito di Street-photography: un ultimo particolare: la X100 è silenziosissima!!!! Un altro grande punto a favore di questa macchina fotografica. Il prezzo lo sappiamo: 1.000 euro circa. Ma come diceva J.R di Dallas: "se chiedi quanto costa, vuol dire che non te la puoi permettere" :-) :-)

Ops! Quasi dimeticavo... le tegole!

Ecco la differenza tra l'obiettivo "ciottolo" ( rivelo solo che è un 18-200 ) montato su di una Nikon D300 e l'obiettivo della X100.. quest'ultimo è decisamente migliore! Le immagini sono un ritaglio preso ai bordi ( dove gli obiettivi generalmente hanno il loro punto debole). Gli scatti sono fatti a parità di condizione: stessa focale (35mm) , stesso diaframma (f2) e stessa distanza di scatto (circa 3 metri). Si nota subito la differenza di "incisione" tra le due lenti.

18-200

X100



Un saluto a tutti! Grazie per essere arrivati fin quà :-)

Raffaello Ferrari

Commenti
Non sono ancora stati inviati commenti
Image Consult srl
Image Consult, nasce per rispondere ad esigenze professionali nuove, ma affonda la su…
SCUOLA ROMANA DI FOTOGRAFIA
La Scuola Romana di Fotografia è un punto di riferimento culturale di primo piano tra…
Inside
InSide srl, società attiva nell’ambito dei servizi di marketing, della comunicazione …
photoshow
Photoshow è la manifestazione di riferimento in Italia dedicata all'Imaging. Una man…
RinoCarraroFineArt
"Sin dalla nascita dello studio nel 1973, il problema era come poter presentare al me…
FORMA
FORMA – Centro Internazionale di Fotografia FORMA nasce nel 2005 in seguito ad un’…