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Era blu
Pubblicato il 25/02/10
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Il cammino professionale di Antonio Bignami (www.antoniobignami.com) é sempre stato legato all’avventura ma anche alle sfide, come quella intrapresa ultimamente: dopo tutta una vita dall’altra parte dell’obiettivo ha pensato che fosse tempo di raccontare con le parole tutta la magia delle sue immagini, le emozioni non registrate dalla pellicola. Da queste simbiosi sono nate le suggestioni di romanzi unici e particolari Alcuni brani della prefazione di Folco Quilici a Era Blu E’ forse la prima volta che mi capita di leggere, senza annoiarmi, il testo d’un libro scritto da un subacqueo sulle sue avventure sotto il pelo delle onde. In genere testi simili sono quasi tutti eguali, stucchevolmente retorici, spesso scritti male e prevedibili nelle loro smargiassate. Avevo quindi detto “no” all’ennesima richiesta di “scrivere due righe” come presentazione del libro che in questo momento avete tra le mani. L’insistenza dell’Autore era però simpatica e non asfissiante; così, ho accettato di leggere qualche pagina. E non m’è voluto molto per passare definitivamente dal “dovere di leggere” al piacere di leggere...mi sono poi appassionato a pagine più specificatamente subacquee. Riflesso di avventure simili, se non identiche, a quelle vissute da tutti noi della grande tribù; ma scritte in ritmo diverso, stile nuovo. Ad esempio, come quando annota che: «Ogni isola aveva la sua barriera corallina personale, riserva privata di vita e di colori: nel pass, un canale naturale che tagliava in due l’oceano collegando il mare esterno con il mare interno, nuotavano, in venti, venticinque metri di vertigine azzurra, pesci più grandi.» Quanti testi ho già letto (inclusi molti dei miei!) che non hanno raggiunto la forza espressiva di questo? E dove narra che: «Oltre, dove l’acqua del pass sprofondava, con un gradino netto, verso le migliaia di metri di fondo dell’Oceano Indiano, nascevano, vivevano, combattevano e morivano i grandi padroni del blu: squali, tonni, carangidi, barracuda, king-fish, pesci vela e marlin. Seguivano richiami ed istinti a noi sconosciuti, nuotando continuamente verso chissà quali confini: negli angoli e sui gradini della porta del mare aperto dove il fondale cedeva al blu cupo della caduta, la corrente violenta dava nutrimento e vita regalando la visione di una quantità di pesci assolutamente inimmaginabile, un’ apoteosi colossale di guizzi e scodate.» «Quanto amo il mare. Neanche oggi riesco ad odiarlo perché nel bene e nel male è sempre stato di parola con me e non mi ha mai regalato nulla di banale, sempre emozioni violente e irripetibili.» «Alla fine porto in superficie il primo corpo ed è come una liberazione: non c’è più nulla da fare, non c’è mai stato nulla da fare, oggi è la giornata più inutile e disumana della mia vita». Non voglio concludere in questi toni alti, drammatici, ma con una nota di straordinaria freschezza, un pensiero dell’Autore, parole dalle quali sarebbe poi scaturito il titolo di questo libro: «Era proprio blu il mare intorno a me. E’ stato bello scrivere una storia da guardare ed è stato appassionante ritrovare immagini da leggere»
N.B. Antonio Bignami é disponibile, su richiesta, per presentazioni dei suoi romanzi arricchite con emozionanti audiovisivi di immagini, parole e musica realizzati dall’autore. Commenti
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