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FuoriLuogo2010 - Meris Angioletti presenta "Paradigma Indiziario"
Pubblicato il 10/06/10
Categoria
Gradimento: Molto Interessante
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MARTEDI’ 15 GIUGNO 2010 – ore 18.30 Meris Angioletti presenta Paradigma Indiziario; intervengono Giulia Ceriani e Paola Nicolin Meris Angioletti propone allo spettatore, più che delle opere compiute, un metodo di indagine: quello che lei chiama Paradigma indiziario è, difatti, il metodo di procedere del detective, come del medico, dello psicanalista o dello storico. I lavori dell'Angioletti ci costringono all'attitudine del cacciatore in cerca della preda disseminando indizi, microstorie, oggetti apparentemente senza significato che – messi in collegamento, in connessione – lentamente ci svelano i loro misteri. Il fascino dei progetti di quest'artista sta proprio nella moltitudine di campi di conoscenza attraverso i quali ci accompagna: dall'indagine storica alle neuroscienze, dalla mnemotecnica al mesmerismo... dimostrandoci quanto sia ancestrale (e quasi preistorica) questa esigenza della mente umana di unire i tasselli, di seguire le tracce della nostra preda, qualunque sia il campo della nostra indagine.
“Sì, sono
legata ad un metodologia vicina all’esperimento scientifico, anche se mi
interessa mescolarlo a componenti meno analitiche. Mi viene in mente Sergio Lombardo,
un artista romano che alla fine degli anni ’70 fondò la rivista “Psicologia
del’arte”, che individuò per l’artista
due modi di rapportarsi alla psiche: uno è quello di usarla spontaneamente,
assumendo il ruolo del paziente, l’altro è quello di osservarla, individuarne i
sintomi, descriverla come farebbero lo psicologo o lo scienziato. Questa
osservazione mi ha aiutata a chiarire il mio interesse per i meccanismi
psichici e il comportamento della mente in determinate circostanze: la sua
capacità di creare legami e associazioni, di invertire il tempo, di creare
proiezioni, di tradurre informazioni, che cerco poi di ritradurre e organizzare
in un progetto, o addirittura di modificare dei risultati di esperimenti. Non
penso solo all’effetto placebo, ma anche all’effetto attesa, cioè a come le
aspettative dell’osservatore di un esperimento ne modifichino i risultati.
Alcune ricerche mediche, infatti, vengono svolte in doppio cieco, cioè in
situazioni in cui né l’osservatore né l’osservato sanno quale sia per esempio
il farmaco che si sta testando. Credo che anche le opere siano ugualmente
soggette a un tipo di interazioni simili.”
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