Ri-Africa | Fotografie di Claudia Romiti
Di: Fnac
Pubblicato il 14/09/10
Categoria Mostre
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GALLERIA FNAC MILANO

DAL 23 SETTEMBRE AL 25 OTTOBRE 2010

via Torino ang. Via della Palla

Lun-sab: 9.30-20; Domenica: 10-20

T 02 869541 – www.fnac.it

Ingresso libero e gratuito

 

INAUGURAZIONE

GIOVEDì 23 SETTEMBRE, ORE 18.30

INTERVIENE SILVANA TURZIO

 

Con questo lavoro Claudia Romiti ha vinto nel 2009 il Premio Roberto Del Carlo indetto ogni anno dal LUCCAdigitalPHOTOfest (www.ldpf.it) ed è finalista del Premio Descubrimientos, PhotoEspaña 2010.

 

Chi sono questi neri? Cosa fanno? Dove vanno, da dove vengono?

So che sono vu cumprà, come si diceva un decennio fa, senegalesi come si dice oggi, venditori ambulanti come si dovrebbe dire usando un termine corretto, intendo “politicamente corretto”. Extracomunitari, già. Metto così a tacere ogni curiosità.

 

Che ore sono? Non lo so. Dov’è questo posto? Non lo so. Di quanti tra quelli che ho visto sulle spiagge conosco i nomi? Non ne ricordo uno. E che ne so delle loro vite? Poco, nulla. Queste immagini mi disturbano perché mi fanno vedere la mia cecità.

 

Queste fotografie costituiranno in un futuro assai prossimo un racconto significativo della nostra società: vi possiamo leggere una riflessione del tutto attuale, una lettura politica e una messa in scena teatrale, una visione ironica e una posizione compassionevole.

Inoltre, viene qui rimesso in questione il dispositivo fotografico della cosiddetta street photography: la fotografia ha qui assorbito gli effetti di realtà e di irrealtà fluttuanti che collocano il modo di operare della Romiti nel territorio della fotografia di reportage e nello stesso tempo in quello della fotografia di ricerca; ambiguità che l’autrice ottiene agendo sulla sola derealizzazione del contesto, evidenziando in questo modo l’incongruità della relazione tra la presenza di queste persone sul nostro territorio e la percezione che ne abbiamo.

È un lavoro di frontiera che nasce da un’operazione tecnicamente semplice ma esteticamente complessa e che richiede senso della distanza in fase di ripresa e senso della misura in postproduzione, consapevolezza dell’effetto straniante che dal fondale-paesaggio si stende su tutta l’immagine e coscienza di quanto patetico sia questo viavai ininterrotto. Claudia Romiti sta in bilico tra la documentazione e l’interpretazione visionaria, unisce alla riflessione socio antropologica un’empatia proposta con leggerezza, quasi en passant, formula una denuncia e lo fa con garbo.

Silvana Turzio

 

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