Tra le carte di Antonio Arcari
Pubblicato il 03/11/10
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Presentazione del volume Tra le carte di Antonio Arcari. Fotografia, educazione visiva 1950-1980

 

a cura di Diletta Zannelli

 

La presentazione si terrà presso:

Fondazione Corrente

via Carlo Porta 5, Milano

 

14 dicembre ore 18

 

Intervengono:

Diletta Zannelli, curatrice del volume; Roberta Valtorta, direttore scientifico del Museo di Fotografia Contemporanea; Toni Nicolini, fotografo; Cesare Colombo, fotografo e curatore; Marco Andreani, ricercatore; Mara Campana, responsabile didattica del CFP Riccardo Bauer – AFOL Milano.

 

Il volume, a cura di Diletta Zannelli, presenta un’ampia raccolta degli scritti di Antonio Arcari (1923-1984), importante studioso di fotografia impegnato nel dibattito storico-critico e nell’attività educativa tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio degli anni Ottanta a Milano, noto soprattutto per aver delineato il metodo didattico che caratterizza ancora oggi i corsi di fotografia della Società Umanitaria, poi CFP Riccardo Bauer, di Milano.

Grazie a una donazione della figlia Silvia, l’archivio e la biblioteca di Arcari sono oggi conservati presso il Museo di Fotografia Contemporanea, che li ha messi a disposizione degli studiosi.

Il volume, edito da Lupetti Editori di Comunicazione, viene pubblicato come Quaderno di Villa Ghirlanda n. 7 e fa parte della collana del Museo di Fotografia Contemporanea dedicata agli studi sulla fotografia.

Comprende scritti e testimonianze di: Silvia Arcari, Alessandra Cattaneo, Fabrizio Celentano, Cesare Colombo, Paolo Lazzarin, Gianfranco Mazzocchi, Toni Nicolini, Diletta Zannelli.


Gli anni nei quali Arcari ha operato vedevano il moderno dibattito sulla fotografia muovere i primi passi. Pochi e limitati, allora, in Italia, gli ambiti per quella che ancora non era considerata una parte significativa della cultura. Tenaci gli studiosi che credevano nelle grandi potenzialità di una disciplina ancora tutta da scoprire, e nella sua centralità rispetto al sistema della comunicazione e dell’arte di massa che andava sviluppandosi. Grazie a questi studiosi, tra i quali Arcari occupa una posizione importante, si sono gettate le basi sulle quali, a partire dagli anni Ottanta, sarebbe stato via via possibile studiare e insegnare la fotografia come forma espressiva complessa.

Dopo una formazione di tipo umanistico, Arcari ha lavorato presso la casa editrice Ricciardi, ha lungamente insegnato nei corsi di Fotografia della Società Umanitaria, impostandone il metodo poi ereditato dal CFP Riccardo Bauer, inoltre è stato critico di fotografia e attento osservatore dei fenomeni sociali; ha ideato inoltre diverse riviste come “Photo magazin” (poi “Foto Magazin”, e ancora “Foto/Film”), “Dibattito”, “Imago”, una collana di libri fotografici come i “Quaderni di Imago”; ha collaborato con “Popular Photography italiana” (poi “Il Diaframma Fotografia Italiana”), con la galleria Il Diaframma e con Radio Svizzera. È stato tra i fondatori della cooperativa Il Libro Fotografico, che ha pubblicato i volumi La famiglia italiana in 100 anni di fotografia e Francesco Negri fotografo a Casale. Amico di figure di rilievo della grafica editoriale italiana come Max Huber, Giancarlo Iliprandi, Bob Noorda, Michele Provinciali, Albe Steiner, e fotografi e intellettuali come Antonio Cederna, Luigi Crocenzi, Emilio Frisia, Paolo Monti, di Mosé Menotti, editore della casa editrice il Castello, e di Ernesto Treccani, contribuendo con il suo lavoro a porre la fotografia a confronto con le altre discipline della comunicazione. La lunga esperienza di insegnamento nei corsi di Fotografia dell’Umanitaria ha permesso ad Arcari di codificare un saldo metodo didattico, sintetizzato nel libro  La Fotografia. Le forme gli oggetti l’uomo, pubblicato nel 1980 dalla casa editrice Il Castello. Nel 1981 pubblica La fotografia di materia, con fotografie di Gianfranco Mazzocchi, suo collaboratore nei corsi dell’Umanitaria e continuatore poi del suo metodo. 

Dal 1982 è curatore, per la Fondazione Corrente, di un fitto programma di mostre fotografiche, dal titolo emblematico L’archivio fotografico, che prosegue, secondo i suoi dettami, fino al 1985. Sono esposte, fra le altre, opere di Luigi Crocenzi, Alberto Lattuada, Paolo Monti, Toni Nicolini.


Ingresso libero

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