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Valentino Catalani: prima la notizia, poi la fotografia
Pubblicato il 13/03/11
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Intervista di Claudia Rocchini, fotogiornalista di Fotografia Reflex e docente
di Obiettivo Reporter, a Valentino Catalani, responsabile fotografi e produzione
dell’agenzia Milestone Media, che illustra l’importanza di una corretta
formazione fotogiornalistica per professionisti e aspiranti reporter. Partendo
da uno sfogo.
Ho conosciuto Valentino Catalani meno di un mese fa, nella sede dell’agenzia Milestone Media, in occasione di una riunione operativa del progetto Obiettivo Reporter. Valentino ha solo 38 anni ed è socio oltreché responsabile della gestione dei fotografi e della produzione di un’agenzia che, oltre a vantare clienti quali le testate del Gruppo RCS, Mondadori e Cairo Editore, fa parte di un esclusivo network di 30 tra le più prestigiose agenzie fotografiche mondiali. La curiosità era tanta, sia per la persona sia per il suo lavoro, ma l’ho trattenuta, un po’ perché non era la circostanza ideale, un po’ perché Valentino mi era sembrato uomo di poche parole e vagamente “orso”, per capirci una di quelle persone con le quali è consigliato un approccio soft. Mi ero così ripromessa di approfondire in un’altra circostanza senonché qualche sera fa su Facebook è comparsa una sua nota/sfogo nei confronti di un fotografo, collaboratore esterno dell’agenzia, che aveva espresso critiche verso il progetto Obiettivo Reporter. L’accusa è di stimolare l’ingresso di fotografi dilettanti in un settore già in crisi, invece di sostenere chi il mestiere lo fa da anni. Leggete cos’ha scritto Valentino. "Buongiorno a tutti, sono il responsabile dei fotografi e produzione in Milestone Media. Intervengo su Obiettivo Reporter perché oggi qualcuno, un fotografo, è arrivato a dirmi che con questa iniziativa alimentiamo in un mercato in crisi la proposta di fotografi presi dalla strada, e che non era d’accordo con questa linea. Scusate lo sfogo, ma la cosa ha del ridicolo. Mi spiego: in un ambiente lavorativo come il nostro, questo corso dovrebbe rendere orgogliosi innanzitutto gli addetti ai lavori e i colleghi. E’ un percorso formativo unico nel suo genere, tenuto da photo editor, direttori, giornalisti e fotografi, e che ha nel suo intento la voglia di migliorare la professionalità dei fotografi che si affacciano per la prima volta in questo mondo. Ogni mese arrivano a proporsi nelle agenzie decine di “fotografi” usciti dalle scuole più disparate d’Italia convinti di sapere tutto sulla professione ma, a parte la tecnica (e a volte neanche quella) non sanno come ci si presenta ai clienti, dove si trovano e come nascono le notizie. Non sanno come si elabora un servizio fotografico, né sono in grado di scegliere le foto che loro stessi hanno realizzato. Professionalità! Questa deve essere la parola d’ordine. Se tanti prestigiosi nomi del panorama editoriale italiano partecipano con entusiasmo al progetto Obiettivo Reporter, vorrà dire pur qualcosa. Non dico queste cose perchè lavoro in Milestone Media ma perché le penso e ci credo. L’invito che faccio a quel signore è di iscriversi: vedrà da sé cosa faremo in quelle lezioni perché simulare giornate di lavoro con persone che i giornali li fanno ogni giorno, a parer mio dovrebbe ingolosire anche se non soprattutto chi si ritiene un professionista. Parliamo di photo editor, direttori, giornalisti e fotografi, tutta gente che ha voglia di migliorare questo fantastico lavoro che ho la fortuna di fare. Questi sono i nostri docenti”. Valentino, che sfuriata… “Non mi piacciono le persone che si piangono addosso. Se si ha paura delle nuove leve, forse è meglio cambiare mestiere. Ma al di là delle polemiche, parto da una banale considerazione: nel mio settore manca una professionalità specifica e io ho più paura della gente che non sa fare il proprio lavoro, di chi comincia oggi, da zero”. In che senso “non saper fare il proprio lavoro”? “Non intendo lato tecnico. Significa anche se non soprattutto rifiutare di adeguarsi ai tempi, o svendere il proprio lavoro, magari regalando fotografie pur di vedersele pubblicate. Di fronte a questa deriva che vede da una parte le barricate in difesa dell’indifendibile, dall’altra l’invasione dei presunti professionisti, io preferisco formare con professionalità questi ultimi. Obiettivo Reporter è nato proprio con questo scopo: offrire una formazione specifica che metta in condizione gli aspiranti reporter di approcciarsi nel modo corretto al mercato naturale di riferimento: il mondo editoriale”. Continua qua Commenti
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