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personale METAMONDO
Pubblicato il 14/10/11
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METAMONDO
di Andrea Valsecchi
La galleria PrimoPiano e il Premio Arte Laguna presentano la mostra personale di Andrea
Valsecchi artista selezionato nell'ambito del 5° Premio Internazionale Arte Laguna vincitore del
Premio Speciale Galleria PrimoPiano Arte Laguna.
Contemporaneità è il sostantivo che più calza l’affascinante progetto fotografico di Andrea
Valsecchi dal titolo Metamondo composto di 14 opere. Nelle immagini, la cui sovraesposizione
in fase di ripresa e l’uso dei toni alti ne segnano un’estetica glacialità, ritroviamo da subito tutto
quanto ormai connota le nostre vite, la nostra quotidianità che si è carsicamente trasformata in
virtuale e liquida.
Vi è, in queste opere, un silenzio lancinante, una distanza relazionale profonda, una chirurgica
assenza di dolore, una nettezza surreale. Il processo di osmosi tra vita reale e second life si
materializza sotto i nostri occhi e ci interroga come solo l’arte riesce, ovvero con immediatezza e
brutalità. Troviamo nelle opere di Valsecchi una similitudine che, partendo dal mondo orwelliano,
attraversa varie altre tappe fino a giungere allo straordinario videocollage di Jakub Nepraš dal titolo
Generator-P730 dove i circuiti dei computer e dei televisori diventano paesaggi di una città nel
corso di un’ordinaria giornata di una qualunque metropoli in una organica irreale sovrapposizione.
Ma mentre in quell’opera sono la circolazione e il potere dell’energia ad essere il soggetto che
ipnotizza la gente in un obbligo all’obbedienza nelle opere di Valsecchi v’è la sottrazione della
volontà, la sottomissione ovvero al potere che le nuove sovrastrutture informatiche e telematiche
ormai detengono.
L’uso della fotografia assurge qui a supremo strumento critico, la possibilità di svuotare del
movimento l’attimo, di congelarlo sotto i nostri occhi rende finalmente utile l’ipnosi non già come
strumento di sospensione del pensiero ma piuttosto come lucida fissità sull’interrogativo e sul
desiderio di risposta.
A vedere questi paesaggi urbani non riusciamo più a delineare il confine tra quanto è realmente
architettura e quanto è invece probabilmente render, non comprendiamo più se l’uomo del nuovo
millennio costruisce abdicando al suo efficace software o se ha concreta volontà di disegnare il
mondo di tale fattura e, se così fosse, sembra ritenere confortevole disegnarlo da farlo apparire
come un enorme monitor, senza soluzione di continuità.
La segnaletica, le icone che perpetuamente ci inseguono nel corso della nostra quotidianità,
le finestre a nastro che simulano un download, sono assolutamente dentro quel disegno, non
stridono. Immaginiamo una facciata barocca con l’inserzione di una sola icona del nostro desktop,
ci salterebbe agli occhi, la troveremmo insolita e fuori luogo. Qui invece è tutto iper-organico, tutto
perfettamente omologato.
Si potrà ancora dire, in questo mondo, che due più due fanno quattro?
Antonio Maiorino
www.primopianonapoli.com
www.andreavalsecchi.it
Commenti
28/09/09 - 21:51
Complimenti, i tuoi lavori sono veramente interessanti ... poi il b/n è sempre affascinante .
10/02/09 - 01:53
hooo interesante en verdad
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