Contemporary World - Galleria Magenta 52
Pubblicato il 30/01/12
Categoria Mostre
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Silvio Canini - Stefano Parrini - Giovanni Presutti
Contemporary World
22/01/2012 - 16/03/2012
a cura di Gigliola Foschi



Ironia e giocosità, leggerezza e antiretorica, sono le strategie visive usate da Silvio Canini, Stefano Parrini e Giovanni Presutti,  per riflettere su alcuni aspetti della realtà contemporanea che ci toccano da vicino. Con sguardi divertiti, ma al contempo critici e profondi, i tre autori in mostra mettono in scena i nostri sogni, puntano il dito sulle nostre dipendenze quotidiane o sul degrado progressivo del territorio naturale.    


Abbandonata la seriosità della fotografia di reportage e di documentazione, questi autori usano uno stile visivo vitale e innovativo. A volte ricche di rimandi metaforici, a volte scanzonate, o anche tragicomiche, le loro immagini imitano il linguaggio luccicante e colorato della pubblicità senza farsi sopraffare (Giovanni Presutti); rileggono in modo originale le opere della Land Art (Stefano Parrini); riescono a miscelare allegramente realtà e finzione costringendoci a interrogarci sulla veridicità di quanto viene mostrato (Silvio Canini e ancora Stefano Parrini). 


Silvio Canini, con la serie Fly 380-Air Bou, mette in scena il nostro desiderio di viaggiare. Così lui ci mostra aerei che sorvolano paesaggi incantati, che atterrano verso il sole al tramonto o su piste illuminate da mille fari nella notte. Ma quel che ci mostra è tutto vero o non sarà anche il frutto di una fantasia che non ha dimenticato i sogni a occhi aperti dell’infanzia?


Giovanni Presutti, cattura l’attenzione con immagini dai colori saturi e vivaci, ma anche nel suo caso non bisogna lasciarsi ingannare: dietro l’apparenza allegra e paradossale delle sue opere si cela un’amara riflessione sulle nostre dipendenze (dal fumo a internet, dal collezionismo alla televisione accesa tutto il giorno). Intitolata appunto Dependency, questa serie di immagini mette in scena le tante manie e fissazioni cui ci leghiamo compulsivamente, per sopravvivere in un mondo sempre più difficile e pronto a colpirci nei nostri punti deboli. 


Con Land Market  Stefano Parrini  usa un comune carrello della spesa inserito in vari ambienti naturali, per far riflettere su come il consumismo si sia ormai esteso dal mondo delle merci allo stesso paesaggio in cui viviamo. Come se fosse una metafora dell’intervento pervasivo dell’uomo sulla terra, il suo carrello da supermercato ci guida in ambienti naturali divenuti ambiguamente artificiali. In un’immagine la carta di alluminio per avvolgere i cibi svetta luminosa nel cielo imitando le nuvole; in un'altra un gruppo di farfalle di plastica stampigliate su una tovaglietta si sono sostituite a quelle autentiche e ora  volano su un prato fiorito; in un’altra ancora un gruppo di animali selvaggi hanno preso possesso di un campo di girasoli abbandonato, quasi volessero tornare a impadronirsi di un territorio da cui noi li abbiamo cacciati.

 

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